GIOCHIAMO NOI!

Qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro gioioso e al contempo molto serio con Daniele Mingucci: creativo, intraprendente e… papà di due maschietti.

Daniele ci ha accolti presso la sua sede di lavoro, “Empresa Creativa” a Riccione di cui è cofondatore. Ma, il motivo principale per cui l’abbiamo intervistato, è un altro. Un bellissimo progetto che, in collaborazione con la Femminile Rimini Calcio, si intende estendere a tutti gli sport e gli sportivi: soprattutto ai loro genitori.

E, questo, lasciamo che lo spieghi a per bene proprio il suo ideatore.

 

Daniele, questo progetto di chiama”Giochiamo noi”. Chi siete voi e come ti è venuto in mente?

“Noi”, in realtà, non indica letteralmente “noi”, bensì i bambini ed i giovani ragazzi che praticano una qualsiasi attività sportiva. Difatti la dicitura completa è “Giochiamo Noi. Un codice etico per gli sport under 18”.

Forse, per comprendere meglio ciò di cui parli, è bene partire dall’inizio.

Volentieri. “Giochiamo noi” nasce sulla scia di uno spiacevole episodio verificatosi anni fa, durante una partita di pallanuoto. Uno dei miei figli gioca nella squadra del Riccione e, durante una competizione contro il Ravenna, gli animi degli spettatori hanno iniziato a surriscaldarsi. Io, in primis, ho rischiato di commettere un fallo d’intenzione a causa di un arbitraggio poco condiviso e delle classiche schermaglie “da stadio” che ci avevano preso un po’ la mano.

Come si è evoluto, pertanto, l’andamento di questa situazione critica?

Fortunatamente non abbiamo mietuto vittime! Tuttavia noi genitori del Riccione abbiamo avuto un presa di coscienza collettiva, realizzando che una tifoseria intransigente e le critiche che, troppo spesso, si rivolgono agli allenatori dei propri figli sono insensate, eccessive e soprattutto deleterie.

Certamente poco costruttive ed istruttive per i ragazzi…

Esattamente. I bambini e gli adolescenti amano giocare e divertirsi: la competizione non appartiene loro (sebbene, quando saggia, sia solo un bene per la crescita tecnica e non), ma spesso ci guardavano dalla piscina increduli e sbigottiti.

Mi vien da pensare che “Giochiamo noi” siano le loro grida, più che le vostre.

Già: l’intento era quasi dar loro voce, come se urlassero infatti che in acqua o in campo ci sono loro. E basta! Vorrei aggiungere che non esistono solo i genitori “ultras”, ma ne esistono altri che contestano, frequentemente, le decisioni degli allenatori. Che i figli siano bravi o meno poco importa… perché non saranno mai paghi delle scelte tattiche.

Possiamo dire che “Giochiamo noi” sia una sorta di motto?

Non proprio. Possiamo definirlo, più precisamente, un codice etico che noi genitori abbiamo voluto crearci per ricordare a noi stessi quanto appena descritto. Sono cinque semplici regole, non di più.

E, cinque, basteranno?

Sì! E l’abbiamo testato. Abbiamo preso come riferimento i dieci comandamenti, ma abbiamo dimezzato il numero perché dieci ci pareva eccessivo. Cinque sta nelle dita di una mano e deve essere un memento, non una “lista” da imparare a memoria.

 

Da qui, poi, nasce il sito?

Da qui, nasce il sito. Un sito che vuole costruire delle relazioni anche tra avversari! Iscriversi e compartecipare è totalmente gratuito. Noi si crede nella concorrenza pro-positiva, non nello “schiacciare” l’avversario. Lo sport non è bullismo, ma cooperazione e crescita! Si può vincere, si deve vincere, solo giocando meglio.

Da quanto leggo, “Giochiamo noi” sta prendendo piede anche “ai piani alti”…

Sorprendentemente abbiamo dei contatti e il supporto di CONI e Federtennis! Abbiamo anche avuto una nomination per l’oscar dello sport!

Wow! Oseremmo dire!

E lo diciamo anche noi: perché quello che vogliamo è diffondere una cultura, principalmente. E tanta visibilità non può che agevolare il nostro obiettivo.

A noi piace supportare e tifare in maniera sana: perché sono altre, le partite da vincere, nella vita.

Questa perla di saggezza di Daniele ben si addice al fare che, solo all’apparenza, può sembrare lieve. Daniele è stato molto affabile ed invero molto accogliente, sempre con il sorriso e con grande gentilezza. Fermo sulle proprie posizioni e deciso a coinvolgere il maggior numero di persone possibile, sa coniugare l’ironia al lavoro introspettivo che l’ha condotto fino qui!

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