DAI UN CALCIO ALLA VIOLENZA E “ROMPI IL SILENZIO”!

Il 25 novembre di ogni anno si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Le città pullulano di iniziative, pubbliche e private, in merito. Marce in piazza, manifestazioni, banchetti…

“Zapatos Rojos” (Scarpe Rosse) a bordo campo

Anche la Femminile Rimini Calcio, nel suo piccolo, ha voluto dare un segnale di vicinanza e di affetto alle donne che, meno fortunate, hanno subito o continuano a subire angherie di ogni sorta: fisiche e verbali.

Il primo cenno è arrivato dall’adesione a tale iniziativa da parte del San Mauro: sebbene le due squadre siano acerrime nemiche, hanno dimostrato di saper cogliere il vero valore dello sport, che trascende le rivalità “da stadio”, sapendo andare oltre il campo da gioco.

Le atlete sono scese in campo con un nastro rosso legato al polso o al braccio, reggendo un palloncino rosso, che hanno librato in aria al termine della presentazione, da parte dello speaker, di cosa stesse accadendo. Insieme a loro due esponenti dell’associazione “Rompi il silenzio”, le quali hanno spiegato che si tratta di un centro antiviolenza della Provincia di Rimini, il quale lavora quotidianamente per ridonare “dignità” alle donne. Dignità che significa, anche, aiutarla laddove venga isolata perché ritrovi la propria essenza e la propria forza all’interno di se stessa, della famiglia e della società. Le due attiviste hanno srotolato uno striscione, consegnando alcune bandiere alle giocatrici, rendendo ancora più “calda” l’immagine sul prato verde. 

A conclusione, davanti a loro, sulla pista di atletica alcune scarpe rosse.

La prima ad utilizzare questa forma di installazione semipermanente è stata un’artista messicana, Elina Chauvet, che l’ha battezzata “Zapatos Rojos”. Ogni paio di scarpe rappresenta una donna e la sua storia, che non c’è più, se non nella memoria di chi prova a ricordarla.

Rosso, dunque, il colore portante di questa giornata: rosso è il simbolo dell’amore, della passione e, pertanto, anche di una passione violenta che si trasforma in male e nel rosso del sangue versato.

Un ringraziamento al Sig. Vaccari, direttore di gara, che ha permesso tutto questo e alle ragazze che si sono prestate, nonostante il freddo e le condizioni meteo avverse, che le ha costrette a “patire” qualche minuto più del necessario.

Ma, come ha detto una giocatrice durante un’intervista: “(…) la donna è forte e non si arrende”.

 

 

 

 

 

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